18 articoli di stampa e cataloghi · 2000 – 2008
Voce dedicata a Raymond Lohr nel Luxemburger Lexikon (Editions Guy Binsfeld, edizione 2008, p. 254): « Lohr, Raymond, pseudonimo Ray L, scultore, nato a Lussemburgo il 16 agosto 1955; maestro falegname, maestro elementare, pedagogo d’arte; numerose mostre in patria e all’estero », con la fotografia di una sua opera.
Reportage del Tageblatt sull’apertura del Walfer Kulturschapp a Walferdange, ex magazzino merci delle ferrovie CFL trasformato in spazio d’arte multidisciplinare. La prima mostra fu « Tre », l’esposizione itinerante di Cesare Riva, Michele Benedetto e Raymond Lohr, dopo le tappe di Pietrasanta e Milano.
Catalogo trilingue (italiano, francese, inglese) della tournée 2007–2008 di TRE 3x3x3: tre scultori, tre sculture ciascuno, tre temi (amore, convivere, tristezza). Concepito come omaggio a Cesare Riva, scomparso nel giugno 2006, tocca Milano e Pietrasanta prima dell’atelier di Raymond Lohr a Walferdange e di Londra, e raccoglie il saggio di Nathalie Becker sul gruppo e « Il triangolo dei cantori della pietra » di Giuseppe Cordoni.
Il saggio di Giuseppe Cordoni su Cesare Riva, Michele Benedetto e Ray L, scritto a Pietrasanta il 14 maggio 2007 per il catalogo TRE 3x3x3 e tradotto in inglese: tre amici attorno a un tavolo di marmo nello studio di Benedetto, uno amante, uno geometra, uno giocoliere, e le raffinate invenzioni di Ray L nella pietra.
Il saggio di Nathalie Becker per il catalogo TRE 3x3x3, nella traduzione inglese di Eric Schweicher: l’amicizia tra Cesare Riva, Michele Benedetto e Raymond Lohr, l’arte d’amore e di pietra del compianto Riva, e l’audacia e la spiritualità di Ray L, il più giovane del trio.
Ritratto su Le Quotidien in occasione dell’ingresso della Fontana delle lacrime di Raymond Lohr nel Museo d’Arte Moderna Pagani, che possiede anche opere di Jean Arp. Jérôme Quiqueret ripercorre il cammino dello scultore di Walferdange, 49 anni, da falegname e insegnante a scultore del marmo formatosi a Pietrasanta con Cesare Riva, e la sua speranza di un riconoscimento in patria dopo l’Italia.
Articolo a piena pagina del mensile d’arte mantovano Archivio (maggio 2004, p. 38) sulla mostra itinerante « Tre », sotto l’alto patronato del Ministero della Cultura del Lussemburgo. Libero Maso descrive Raymond Lohr, il più giovane dei tre, le cui forme geometriche diventano organiche, e riproduce la sua Fontana delle lacrime in marmo.
Comunicato stampa del Museo d’Arte Moderna Pagani di Castellanza per l’inaugurazione di « Tre » il 1° novembre 2003: tre scultori, due italiani e un lussemburghese, incontratisi a Pietrasanta, che alla maniera di Brancusi riportano la pietra a purezza, semplicità e potenza architettonica. In mostra dal 1° al 30 novembre, dopo Lussemburgo, Bruxelles e Pietrasanta, prima di Matera.
Saluto del Comune di Pietrasanta per la mostra « Tre » nel Chiostro di Sant’Agostino (15 giugno – 20 luglio 2003), firmato dall’assessore alla cultura Massimiliano Simoni e dal sindaco Massimo Mallegni: Cesare Riva, Michele Benedetto e Raymond Lohr, due italiani e un lussemburghese che hanno eletto Pietrasanta a luogo ideale per creare le loro opere e ne portano ora l’arte all’estero.
La rivista Galerie sulla tappa di Bruxelles di « Tre » alla Maison du Grand-Duché de Luxembourg (24 maggio – 8 giugno 2003): due scultori italiani e un lussemburghese incontratisi a Pietrasanta, un simposio in Lussemburgo in cui ciascuno ha scolpito un marmo monumentale, e il percorso successivo per il chiostro di Sant’Agostino a Pietrasanta, Castellanza, Milano e Matera.
Il Tirreno (cronaca di Pietrasanta) sull’anteprima lussemburghese di « Tre », sotto l’alto patronato del Ministero della Cultura del Lussemburgo dal 24 aprile al 18 maggio 2003, con l’annuncio delle tappe successive: il Chiostro di Sant’Agostino a Pietrasanta a giugno, Milano a ottobre, il Museo Pagani di Castellanza a novembre e Matera nel 2004.
Recensione sulla Zeitung vum Lëtzebuerger Vollek di « Tre » alla Galerie Spiren di Strassen: 23 sculture in marmo di Cesare Riva, Michele Benedetto e Raymond Lohr, inaugurate dall’assessore alla cultura Gaston Greiveldinger. L’articolo ripercorre la carriera di ciascuno, quella di Lohr da falegname a insegnante formatosi a Mannheim e poi allievo di Pierre Weber e Cesare Riva, e cita Georgette Bisdorff sull’« ascolto del reale ».
Il Luxemburger Wort su « Tre » alla galleria « A Spiren » di Strassen: Cesare Riva, Michele Benedetto e Raymond Lohr, tre artisti uniti dal marmo e da Pietrasanta. Nathalie Becker presenta Ray L, il più giovane del trio e allievo di Riva, il cui strumento piega, incide e scava la pietra in composizioni duali e bipolari, e annuncia le tappe successive a Bruxelles, Pietrasanta, Castellanza, Milano e Matera.
Pagina del mensile lussemburghese d’arte contemporanea Galerie che annuncia la mostra di sculture « Tre » al Centre Barblé / Galerie Spiren di Strassen, organizzata dal comune con l’Istituto Italiano di Cultura: simposio fino al 3 maggio e mostra fino al 18 maggio 2003, sotto l’alto patronato del Ministero della Cultura.
Pieghevole della mostra itinerante « Tre » (Lussemburgo, Bruxelles, Pietrasanta, Castellanza, Milano, Matera, 2003–2004) alla Galerie Spiren di Strassen. Presenta i tre scultori incontratisi a Pietrasanta e descrive Raymond Lohr, il più giovane, « in ascolto del reale » (da cui Ray L), che contrappone al marmo levigato superfici ruvide, porose o pieghettate.
Articolo del Luxemburger Wort sulle stele dagli spigoli netti e vivi di Raymond Lohr, presentate nel suo atelier di Helmsange. Georgette Bisdorff lo segue dal bambino che modellava la sabbia in spiaggia al maestro falegname, insegnante formatosi a Mannheim, allievo di scultura di Josy Jungblut e Pierre Weber e poi di Cesare Riva a Pietrasanta, e spiega il nome Ray L: « in ascolto del reale ».
Il Lëtzebuerger Journal sulle giornate a porte aperte dell’atelier di scultura di Raymond Lohr a Helmsange (Walferdange) nel luglio 2000. L’articolo cita il testo di D.W. Dörrbecker sui legami di Ray L con il modernismo classico, da Brancusi a Max Bill e François Stahly, e la poesia Weggebeizt di Paul Celan esposta accanto alle pietre, con una foto di bambini su una delle sculture.
Saggio dello storico dell’arte D.W. Dörrbecker, scritto nel luglio 2000 per la mostra nell’atelier di Raymond Lohr a Helmsange. Colloca l’opera di Ray L nella tradizione del modernismo classico, dalla ricerca della forma ideale di Brancusi a Max Bill e François Stahly, e legge le sculture Écoute I e II, Androgynes Fragment e Idée come un dialogo tra pietra levigata e pietra grezza, astrazione e racconto.